SIRE FIRE - UN ADVENTURE ATIPICO

Avventure testuali

Premessa importante: Sire Fire è un nome che mi evoca ricordi bellissimi. Questa recensione sarà diversa dalle altre, come impostazione. Anzichè elencare le caratteristiche del videogioco, racconterò passo passo come è stato rigiocare questo gioco per lo ZX Spectrum dopo circa trent' anni, anno più, anno meno. Amarcord time!


Si parte con la schermata iniziale che già fa riaffiorare ricordi di infanzia. Poco dopo, sono ricatapultato nel mondo di Sire Fire. Il mio ritorno è particolare. Rivedere certe ambientazioni dopo tanti anni all'inizio è destabilizzante, ma l'emozione che provo è di quelle più belle.


Davanti a me vedo il bosco incantato. La prima cosa che mi stupisce è che il gioco non indica le direzioni possibili in cui spostarsi. Molto strano. Ogni adventure game mostra i punti cardiali, questo invece no.
Mi viene da storcere il naso, poi provo a muovermi casualmente verso nord e via via verso le altre direzioni, digitandole sulla tastiera senza una logica precisa. Lo scenario però rimane sempre lo stesso pur continuando a muovermi, eccetto quelle rare volte in cui scelgo una direzione non consentita e il gioco mi risponde "Non puoi farlo".

Il bosco incantato sembra infinito e inizio a pensare a qualche bug. Poco dopo, però, trovo un'altro luogo dove vedo una spada! Perfetto, la prendo e proseguo di nuovo nel bosco incantato. Ok, mi dico, gli autori hanno voluto creare un labirinto: vediamo se riesco a cavarmela.

 

Dopo un po' che gironzolo senza meta, mi imbatto in un cavaliere nero che mi trafigge con la spada.
Ricomincio da capo, ma non riesco a ritrovare il luogo dove avevo raccolto la mia spada. Male, molto male.
Girovagare a vuoto sperando di trovare i luoghi giusti non è proprio il massimo e la cosa comincia a diventare frustrante. Dopo un paio di minuti, mi imbatto ancora nel cavaliere nero che mi ammazza di nuovo.

Sto iniziando a stancarmi e allora decido di tracciare su un foglio di carta i miei spostamenti. Così mi accorgo che il gioco crea casualmente i luoghi, ma sempre mantenendoli in aree più o meno precise. Ora le cose iniziano a girare meglio e comincio a capire dove sono posizionate le locazioni chiave: la spada da una parte, il cavaliere nero (da evitare) dall'altra e un'aquila in un'altra ancora.

Purtroppo mi imbatto per la terza volta nel cavaliere nero, ma ora sto iniziando a divertirmi. Lo scopo del gioco, impersonando il cavaliere errante Sire Fire, è sconfiggere due draghi verdi. Sia i luoghi che i personaggi che incontro sono disegnati molto bene e danno la sensazione di "muoversi" pur essendo fermi, grazie allo stile particolare degli autori.


L'intero gioco mi regala sensazioni piacevoli. Soprattutto, dà l'idea di movimento continuo, quasi di corsa. Inizio a raccogliere oggetti e a compiere azioni importanti, ma la maggior parte del tempo la passo a muovermi ed evitare pericoli. Sembra quasi uno "speedrun". Curioso per un adventure! Questo porta a riflettere sui pochi oggetti da utilizzare e sulle scelte limitate del giocatore in diverse fasi. Non è necessariamente un male, perchè porta a giocare in modo meno razionale e molto più spensierato e coinvolgente.

A un certo punto, incontro un personaggio che mi dà indicazioni precise. Le illustrazioni dei cavalieri sono bellissime e descrivono benissimo il loro ruolo e cosa stanno facendo. Soprattutto, creano atmosfera. Oltre a ciò, avvengono degli incontri casuali che generano situazioni nuove e diverse che non mi aspettavo. Questo è molto bello perchè offre una certa dose di imprevedibilità all'intero videogioco.

E così, tra un'azione e l'altra, una fuga e un incantesimo, completo l'avventura. Il gioco è corto (ma è solo il primo capitolo di una saga di ben quattro adventure), al punto che l'avrò giocato per trenta minuti o poco più, ma è ciò che mi ha lasciato a colpirmi positivamente.



Sire Fire è un adventure atipico, che pone l'accento sull'immedesimazione e sull'esplorazione, più che sugli enigmi. E questo lo rende davvero unico. L'impatto iniziale negativo è stato spazzato via in poco tempo. A distanza di ore dalla fine, ancora ripenso ai cavalieri e a come si sono comportati. E anche a quante azioni eroiche ho compiuto in un adventure così breve!

Non è un gioco dotato di una trama o di enigmi complessi ed è breve, ma è meravigliosamente fluido e divertente nella sua semplicità.
Ho riscontrato un piccolo difetto. A un certo punto, è necessario utilizzare una chiave per aprire un portone. Non si va avanti scrivendo "Apri il portone con la chiave", ma occorre scrivere per forza "Uso la chiave", senza neppure specificare il portone. Questa frase è insolita e non proprio semplice da pensare. A parte ciò, il gioco si lascia giocare senza scervellare il giocatore.

Consiglio a tutti di giocarlo (o rigiocarlo, come ho fatto io). Passerete sicuramente un po' di tempo svagando la mente mentre vi sentirete parte dei cavalieri medievali, come recita la schermata iniziale.
Per quanto mi riguarda, sono felice di aver ricominciato dopo trent'anni una delle prime saghe adventure della mia vita. Sono passati tanti anni ma certe emozioni me le trasmette ancora come la prima volta...

LONGPLAY VIDEOGIOCO





Attenzione: il link di download qui sopra apre un sito esterno che non è legato ad adventuregate.it

Vorresti provare questo gioco ma non sai come avviarlo? Leggi qui: emulatore videogiochi




Articolo pubblicato in data 01/09/2018